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giovedì 7 dicembre 2017

Il Ponte "Stefano Gioia " sul fiume Lao è crollato



Quel che resta del Ponte "Stefano Gioia"




Il vecchio e unico, per la sua originalità, ponte di legno di Campicello, sul fiume Lao, capolavoro della moderna ingegneria edile, è crollato.
Le piogge di questi giorni hanno inferto un colpo fatale al ponte che qualche anno fa era stato intitolato a Stefano Gioia, la guida rafting perita in un incidente mentre percorreva in gommone un fiume dell’America meridionale.

Il ponte era stato chiuso da qualche mese, ma in molti - nonostante i buchi nel pavimento – per necessità si avventuravano lo stesso nell’attraversarlo.
 

Il Ponte di Campicello, voluto dal Consorzio di Bonifica e realizzato nel 2000 dalla Rubner Holzbau - una delle prime aziende in Europa nello studio e realizzazione di infrastrutture in legno lamellare – collegava, con i suoi settanta metri, le due sponde del fiume Lao, le contrade di Laino Castello con i paesi di Mormanno e di Papasidero.

“Il legno lamellare ha quasi la stessa portata dell’acciaio ma un peso notevolmente inferiore ed è caratterizzato da un’ottima resistenza al fuoco. Rispetto alla tecnica di costruzione in legno massiccio assicura inoltre un'elevata sicurezza antisismica e un’ottima resistenza alle sostanze aggressive. In edilizia, questo materiale consente un elevato livello di prefabbricazione, permette inoltre di realizzare strutture con campate di luce elevata, prive di ponti termici e inoltre di grande pregio estetico.”

Questo è quanto si legge nella brochure della Holzbau.
Allora cosa non ha funzionato?
La mancanza di manutenzione, ovviamente.
Quella mancanza di manutenzione particolare che si inserisce nella più ampia incuria in cui versa il territorio del nostro Parco.
Avevamo già segnalato qualche anno fa che, su alcune parti del ponte, proliferavano funghi strani che, in strutture lamellari, non dovrebbero essere presenti.
Il Ponte prima del crollo (foto tratta dalla brochure della Holzbau)
Quei funghi mostravano già i primi sintomi di marciume del legno sottostante. Come se la struttura molecolare del legname si fosse prestata a sede di allevamento e crescita di parassiti. Segno evidente del fatto che, dopo la costruzione della struttura, non sono più stati fatti i normali trattamenti impermeabilizzanti della travature principali.

Più volte la popolazione locale - sia quella che gravita nella frazione di Campicello di Laino Castello, che quella delle contrade sovrastanti e ricadenti nel comune di Laino Borgo -  molto preoccupata aveva indicato questi primi segni di degrado della struttura.
Il Ponte Stefano Gioia appena costruito

Le stesse compagnie di Rafting – in primis la Lao Action Rafting di Scalea – avevano sollevato forti dubbi sulla tenuta del ponte, per loro punto strategico di passaggio per raggiungere uno dei luoghi di partenza per la discesa in gommone del fiume Lao.


Per le varie lamentele giunte, alla fine nello scorso mese di agosto, il sindaco del Comune era intervenuto con una ordinanza impedendo la circolazione sia ai veicoli che alle persone,  in attesa delle verifiche statiche della struttura.
Solo che, come al solito, le intemperie non hanno dato tempo alla burocrazia di correre ai ripari.

All’improvviso, questa mattina, un forte boato ha scosso l’intera Valle e in molti hanno faticato a capire chi o cosa avesse provocato quel rumore assordante.
Il Ponte "Stefano Gioia" in una immagine tratta dal catalogo della Holzbau mentre era in costruzione

Almeno fino a quando i contadini della contrada Campicello, intuendone l’origine, si sono recati sull’argine del fiume e, constatato cosa avesse dato origine al fragore, hanno dato l’allarme. 

Anche se nutro molte riserve, spero che questo crollo sia di monito giacché anche gli altri ponti sul Lao non stanno tanto bene…













































Mimmo Pappaterra riconfermato presidente del Parco nazionale del Pollino


Pappaterra riconfermato presidente del Parco

La commissione ambiente della Camera con ventotto voti su trentadue ha dato parere favorevole alla riconferma a presidente dell'Ente Parco nazionale del Pollino.
La proposta avanzata dal ministro dell’ambiente Gian Luca Galletti, dopo che i presidenti della regioni interessate (Calabria e Basilicata) avevano già espresso il loro assenso.
Anche la Commissione ambiente del Senato si era già espressa favorevolmente la settimana scorsa.
Ora si aspetta il decreto di nomina da parte del Ministro dell’ambiente.
Auguri!